Terzo sondaggio del giorno col segno positivo in questa settimana…per NCD

Terzo sondaggio del giorno col segno positivo. Dopo Ipr Marketing e Demopolis che danno oggi il Nuovocentrodestra al 6,5%, arriva il sondaggio di Ballarò che lo dà al 6%, in crescita dello 0,7 rispetto alla scorsa settimana. Intanto per la prima volta ForzaItalia scende sotto quota 20%. L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio.

sondaggio04_2014

Pubblicato in articoli | Lascia un commento

Cosa vuol dire “Vittoria di Pirro”?

UNA CURIOSITA’…
LA VITTORIA DI PIRRO
Tutto nasce da un fatto storico.
Pirro era il re dell’Epiro (la moderna Albania). Uomo ambizioso, diceva di discendere dall’eroe greco Achille ed era soprannominato “l’aquila”. Nel 280 a.C. la città di Taranto gli aveva offerto di guidare la guerra contro Roma, che era iniziata due anni prima, e il trentottenne re aveva accettato.
Era sbarcato in Italia con 30.000 mercenari e 30 elefanti e col suo esercito si era attestato presso Eraclea, in Lucania.

Ad Eraclea si era svolto il primo scontro tra le legioni romane e le truppe epirote. Una battaglia violenta e sanguinosa conclusa in favore di Pirro non solo per il coraggio dei suoi mercenari ma soprattutto per l’uso di un’arma “segreta”: gli elefanti.

I romani non avevano mai visto questi animali, tanto che inizialmente li avevano scambiati per dei grandi buoi tipici del posto (buoi lucani). Gli elefanti portavano in groppa una torretta con dei soldati che potevano colpire dall’alto i loro avversari; inoltre, con la loro grande mole creavano scompiglio sul campo di battaglia.
I romani erano stati duramente sconfitti, perdendo circa 15.000 uomini. Ma Pirro aveva dovuto contare la morte di ben 13.000 suoi soldati: cos’era successo?
Era successo che un elefante, ferito dal legionario Caio Minucio, aveva cominciato a scorazzare impazzito tra le truppe epirote, coinvolgendo anche gli altri pachidermi e causando caos e distruzione tra i vincitori.
La vittoria aveva avuto un prezzo grandissimo: si dice infatti che Pirro, invece di festeggiare, era stato preso dallo sconforto.
L’avventura del re dell’Epiro contro Roma non avrà un esito positivo: dopo numerosi scontri militari il re era tornato in patria e lì era morto nel 273 a.C., in un modo alquanto stupido: colpito da una tegola lanciatagli in testa da una vecchia di Argo. Roma, sua grande rivale, in quegli anni completava l’occupazione dell’Italia meridionale (Magna Grecia) e la stessa Taranto, dopo la morte di Pirro, si era arresa spontaneamente, riconoscendo il predominio dell’Urbe.

Dopo la battaglia di Ascoli Satriano, Plutarco narra che:

« Gli eserciti si separarono; e, da quel che si dice, Pirro rispose a uno che gli esternava la gioia per la vittoria che “un’altra vittoria così e si sarebbe rovinato”. Questo perché aveva perso gran parte delle forze che aveva portato con sé, quasi tutti i suoi migliori amici e i suoi principali comandanti; non c’erano altri che potessero essere arruolati, e i confederati italici non collaboravano. Dall’altra parte, come una fontana che scorresse fuori dalla città, il campo romano veniva riempito rapidamente e a completezza di uomini freschi, per niente abbattuti dalle perdite sostenute, ma dalla loro stessa rabbia capaci di raccogliere nuove forze, e nuova risolutezza per continuare la guerra. »
(Plutarco)

Pubblicato in articoli | Lascia un commento

Dell’Utri arrestato in Libano “Sarà chiesta l’estradizione”

ROMA – Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha annunciato l’arresto dell’ex senatore del Pdl Marcello Dell’Utri in Libano. “Marcello Dell’Utri – ha detto Alfano a margine dell’assemblea nazionale Ncd – si trova in questo momento negli uffici della polizia libanese, a Beirut”. Il Viminale ha annunciato l’intenzione di chiedere l’estradizione. Marcello Dell’Utri è stato arrestato stanotte in un lussuoso albergo di Beirut. Lo riferiscono all’ANSA fonti della polizia locale. L’ex senatore si trova ora negli uffici della polizia libanese nella capitale. Dell’Utri aveva con sé una cospicua somma di denaro al momento dell’arresto. Quando la polizia libanese è arrivata nell’hotel in cui alloggiava, Dell’Utri era a letto. La sua individuazione è stata stata possibile grazie a una segnalazione dell’Interpol.

“Ho appreso la notizia dalla stampa e non ho conferme che Dell’Utri sia stato fermato a Beirut. Se così è, ora inizieranno le procedure per l’estradizione che seguiranno il loro corso. Non so se ci siano trattati di estradizione tra il Libano e l’Italia e se esista in quel Paese una normativa che consente l’estradizione relativamente alla fattispecie di reato, il concorso esterno in associazione mafiosa, contestata al mio cliente”. Lo dice il legale di Marcello Dell’Utri, l’avvocato Giuseppe Di Peri, commentando la notizia del fermo dell’ex senatore

Pubblicato in politica locale | Lascia un commento

Presentato oggi in commissione Salute all’Ars il nuovo piano della rete ospedaliera siciliana. L’assessore: “Quasi duemila posti letto attivati in più rispetto al passato”. Fusi molti piccoli presìdi. Cresce la percentuale dei posti destinati ai privati. Tutti i numeri.

PALERMO – Quasi 1.900 posti letto attivi in più. Distribuiti in tutte le Province siciliane, tranne quella di Messina, dove invece un leggero aumento per i privati. Il nuovo piano della rete ospedaliera siciliana è approdato oggi in Commissione Salute all’Ars, e negli stessi minuti approderà in giunta per il “via libera” del governo. Un piano già presentato a dicembre scorso tra le polemiche. Polemiche tali da spingere il presidente della Commissione Pippo DIgiacomo a chiederne il ritiro. Invito raccolto dall’assessore Borsellino. Da lì l’assessorato ha operato un’azione di verifica sui territori. Ha ascoltato addetti ai lavori e parti sociali. Quindi ha stilato il nuovo piano. Che prevede l’attivazione di 1889 posti letto in più rispetto a quelli effettivamente attivi al primo gennaio 2013. Un “aumento” concreto ma un taglio “virtuale”. I posti letto infatti rispecchio alla vecchia programmazione, diminuiscono. “Ma quella programmazione – spiega oggi Lucia Borsellino – non tiene conto dell’attivazione delle terapie intensive, ad esempio. Quei dati, insomma, non sono comparabili”.

I numeri: tutti i posti letto Provincia per Provincia
Ma quali sono i dati? Intanto ecco quelli per provincia. L’aumento maggiore di posti letto si registra all’Asp di Palermo: 401 in più (21 di acuti e 380 di lungodegenti). A seguire, ecco Agrigento che avrà 301 posti letto in più (119 di acuti e 182 post-acuti) e Trapani con 293 posti letto in più (124 acuti e 169 post-acuti). Più contenuti gli aumenti nelle altre Province. A Catania, ad esempio, i posti letto aumentano solo di cento unità, con una riduzione dei posti per acuti (68 in meno e un aumento di post-acuti: 169). Sono 138 i posti letto in più a Caltanissetta (28 acuti, 110 post-acuti), 139 a Ragusa (16 acuti e 124 post-acuti), 106 a Enna (43 acuti e 63 post-acuti), 69 a Siracusa (diminuiscono di 25 unità i posti per acuti, ma aumentano di 94 quelli per i post-acuti). Le “strutture sovra regionali” avranno 34 posti letto in più: 15 per acuti e 19 per lungodegenti. Caso unico tra le Asp siciliane, come detto ,quello di Messina: solo lì, i posti letto scendono. Di 79 unità, dovuti soprattutto ala soppressione di 221 posti letto per acuti, mentre aumentano di 142 quelli per lungodegenti.

Cresce la percentuale dei posti letto “privati”
Come detto, la rimodulazione fa variare leggermente la percentuale dei posti letto tra pubblico e privato. Il pubblico scende dal 75,3% al 73,8% dei posti letto, le case di cura dal 2,3% al 2,5%, mentre i posti letto per i privati crescono dal 22,4% al 23,7%. “Si tratta – ha spiegato l’assessore – di variazioni minime”. Non è dato sapere, al momento, però, come si tradurranno per le singole cliniche private. “Proprio oggi – annuncia però la Borsellino – firmerò un protocollo d’intesa con l’Aiop, per mettere a punto questa rimodulazione”.

Gli ospedali “accorpati”
Ma il piano presentato oggi, oltre alla ridistribuzione dei posti letto prevede una nuova organizzazione dei presìdi. “Non abbiamo chiuso nessun ospedale” commenta il presidente della Commissione Salute all’Ars Pippo Digiacomo, “e siamo stati i primi a presentare una rete di questo tipo. Qualcuno lo spieghi a Zaia”. La nuova organizzazione della rete ospedaliera, come detto, dispone anche l’accorpamento dei presìdi in molti casi nella nuova forma degli “Ospedali riuniti”. In provincia di Agrigento, ad esempio, verranno riuniti in un’inca struttura organizzativa gli ospedali di Sciacca e Ribera, e quelli di Canicattì e Licata. Nella provincia nissena, i vecchi 6 ospedali verranno accorpati in due sole strutture: quelle di “Caltanissetta-San Cataldo e Mussomeli”, e “Mazzarino, Niscemi e Gela”. I 7 presìdi ospedalieri della provincia di Catania verranno accorpati in tre Ospedali riuniti: “Acireale-Giarre”, “Biancavilla-Paternò-Bronte”, “Militello-Caltagirone”. I quattro ospedali della provincia di Enna verranno trasformati in due Ospedali riuniti: “Nicosia-Leonforte” e “Enna-Piazza Armerina”. In provincia di Messina, invece, resteranno “indipendenti” i presìdi di Patti e Taormina, mentre verranno accorpati gli altri cinque in due distinti Ospedali riuniti: “Milazzo-Barcellona-Lipari” e “Sant’Agata-Mistretta”.

In Provincia di Palermo restano come presìdi ospedalieri indipendenti l’ospedale Civico, Villa Sofia-Cervello e il Policlinico. Mentre gli altri quattro ospedali verranno accorpati negli Ospedali riuniti “Partinico-Corleone” e “Petralia-Termini Imerese”. In provincia di Ragusa dei cinque presidi ospedalieri ne resterà uno: quello della città di capoluogo. Gli altri quattro, invece, verranno accorpati in due distinti ospedali riuniti: il “Vittoria-Comiso” e lo “Scicli-Modica”. A Siracusa, dei cinque differenti ospedali ne resteranno autonomi solo tre: quello di Lentini, quello di Augusta e quello di Siracusa. Gli altri due (Noto e Avola) verranno accorpati in un unico ospedale riunito. In provincia di Trapani si passerà, invece, da sette diversi presidi ospedalieri a tre ospedali riuniti: l’accorpamento riguarderà i poli di Trapani, Alcamo e Pantelleria, quelli di Marsala e Salemi e quelli di Mazara del Vallo e Castelvetrano.

Digiacomo e Borsellino: “Siamo i primi in Italia”
Come detto, una prima bozza di Piano era già stata presentata lo scorso dicembre. Quello presentato oggi, però, “è stato completamente ristrutturato – ha spiegato Digiacomo – , riscritto ospedale per ospedale. Un obiettivo raggiunto grazie al fitto confronto con i territori portato avanti dalla commissione in questi mesi: così teniamo conto di tutte le esigenze in una logica di piena partecipazione democratica”.

La rete ospedaliera “popolare” (così l’ha definita il presidente della commissione dell’Ars) dà l’assetto al sistema sanitario per i prossimi tre anni, e sarà operativa tra venti giorni. Con questo piano, gli ospedali siciliani guadagnano poco meno di 2.000 posti letto. “Il nostro lavoro è stato il più ottimale possibile – ha detto la Borsellino –, la rimodulazione che abbiamo pensato va a riequilibrare l’offerta ospedaliera. Sfatiamo la convinzione – ha spiegato l’assessore – che i piccoli ospedali vadano chiusi: anche in quelle realtà si può fare buona sanità”. L’idea, infatti, per Digiacomo, era creare una rete ospedaliera “dinamica, non sclerotizzata”, ma che adesso va testata sul territorio: “E’ chiaro che il piano resta perfettibile. Va applicato, e poi monitorato nel tempo”. Ma, ha assicurato il parlamentare Pd, “non apriremo al mercato delle vacche: il piano è questo, siamo aperti a modifiche tecniche lì dove saranno riscontrati errori”. Un lavoro che ha un vero punto di forza, che è il grande coinvolgimento e il contributo dei territori: “Alla rimodulazione ha lavorato il popolo siciliano – ha detto il presidente della commissione, che in questi mesi si è spostata in lungo e in largo per la Sicilia – : cittadini, comunità scientifiche, sindaci, forze politiche, sindacali e associative. Oggi la Regione, con Lucia Borsellino ha finalmente l’ambizione di diventare un modello”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
ARTICOLI CORRELATI
La nuova mappa degli ospedali Tagli, ma non per tutti
Emergenza Bambini. La guerra distrugge la sua infanzia. Tu puoi ricostruirla. (4WNet)
Tagli ai posti letto, troppi errori Stop al piano della Borsellino
Nuova rete ospedaliera I posti letto salgono a 18.720
Borsellino: “Nei fatti la delibera è sospesa”
La nuova guerra della Sanità Tagli ai posti letto dei privati
Ultima modifica: 02 Aprile ore 16:06

Pubblicato in politica locale | Lascia un commento

Nominati i nuovi manager della sanità siciliana: tra questi anhe il nostro concittadino Dott. Mario Zappia all’Asp di Catania. A lui vanno gli auguri di buon lavoro ed i complimenti per il prestigioso e difficile incarico. Naturalmente con l’auspicio di una attenzione particolare al nostro territorio e all’ospedale di Bronte!

PALERMO – Qualche nome nuovo e qualche manager con esperienze nell’era Lombardo. Ecco la nuova Sanità siciliana. Quella di Rosario Crocetta. La Sanità “della rivoluzione”, come l’ha definita a caldo lo stesso governatore. 

La notizia delle nomine è affidata a una nota di Palazzo d’Orleans: “La giunta di governo  stasera dopo avere ampiamente discusso, ha approvato il nuovo piano dei manager della sanità siciliana. Presenti il presidente Crocetta e gli assessori Vancheri, Cartabellotta, Scilabra, Bartolotta, Lo Bello, Stancheris, Borsellino, Bonafede, Marino, Sgarlata. L’assessorato alla salute ha tenuto conto dei seguenti criteri di scelta:

La presenza di tutti i designati all’interno della lista dei selezionati; dall’apposita commissione di valutazione; che tutti i manager provenissero dalla sanità pubblica. Hanno tutti esperienza ospedaliera. I nomi nella quasi totalità non hanno ricoperto incarichi precedenti di manager, eccetto tre. La scelta del governo si è basata sulla necessitá di rinnovare profondamente e confermare tra i manager precedentemente in carica solo coloro che si fossero distinti, oltre che per i criteri prescelti dalla commissione, per le performance di gestione e in particolare la riqualificazione dei servizi e per l’ottimizzazione della spesa. Spending review e rinnovazione sono infatti obiettivi prioritari dei manager. Nei nuovi contratti il governo inserisce anche la valutazione basata sul controllo degli obiettivi di spesa e del miglioramento dei servizi, che fanno parte integrante della valutazione annuale dei medesimi. Il presidente Crocetta ha voluto prima effettuare una scelta prima della ricomposizione degli assetti di giunta, per rimarcare il fatto che la decisione degli incarichi non possono essere assolutamente oggetto di mediazione politica, ma vanno effettuati sulla base delle professionalità e della trasparenza. Crocetta ha dichiarato “questa è una vera rivoluzione, si rompe con il vecchio sistema e si lancia un nuovo metodo che è quello che chiedono i cittadini. Ringrazio con particolare riconoscenza l’assessore Borsellino e il suo staff per avere instancabilmente lavorato per una selezione che è oggettiva e finalizzata solo alla tutela degli interessi degli utenti, ringrazio particolarmente gli assessori presenti, in un momento in cui persino vengono messi in discussione, per la lealtà istituzionale e per l’amore che hanno dimostrato verso la Sicilia. Abbiamo fatto la rivoluzione della sanità”. Domani alle ore 12:30 conferenza stampa presso la Sala Alessi di Palazzo d’Orleans su questo tema.

Ecco i manager designati:

Asp Agrigento – Salvatore Lucio Ficarra

Caltanissetta – Ida Grossi

Catania – Mario Zappia

Enna – Calogero Muscarnera

Messina- Gaetano Sirna

Palermo – Antonio Candela

Ragusa – Maurizio Aricò

Siracusa – Salvatore Brugaletta

Trapani – Fabrizio De Nicola.

A.O. Cannizzaro di Catania – Angelo Pellicanò;

Azienda ospedaliera di rilievo nazionale e di alta specializzazione Garibaldi di Catania – Francesco Basile;

Azienda ospedaliera Ospedali Riuniti “Papardo Piemonte” di Messina – Michele Vullo;

Azienda ospedaliera di rilievo nazionale e di alta specializzazione “Civico Di Cristina – Benfratelli” di Palermo – Giovanni Migliore;

Azienda ospedaliera Ospedali Riuniti “Villa Sofia Cervello” di Palermo – Gervasio Venuti.

Pubblicato in politica locale | Lascia un commento

La persona che mente ha interiorizzato da così tanto tempo il meccanismo della menzogna che riesce a conviverci in modo egosintonico e difficilmente percepisce il suo modo di fare come patologico.

Vi riporto alcune spiegazioni sulla fenomenologia del bugiardo che possono essere utili a chi “naviga” sulla rete e legge le psudo verità di molti blogghisti…ecco, ritengo che bisogna tener conto anche di chi scrive…quando ci troviamo a casi come quelli sotto descritti, bhe, a loro tutta la nostra vicinanza…

E’ opportuno comprendere la differenza fra bugiardi patologici e bugiardi compulsivi.

Il bugiardo compulsivo non mente per raggiungere un fine specifico, ma semplicemente per abitudine e soprattutto perché mentire lo fa stare meglio rispetto a quando racconta la verità. Essere sinceri per queste persone diventa un’impresa psicologicamente difficile, così mentono su qualsiasi cosa. La bugia diventa una risposta automatica ed irrefrenabile, compulsiva appunto. Questo tipo di bugiardo, non è manipolativo o almeno non lo è apertamente.

Mentre il bugiardo patologico è colui che mente incessantemente per ottenere qualcosa e lo fa senza curarsi delle conseguenze emotive e comportamentali che questo atteggiamento può avere sugli altri.

In questo caso l’abitudine alla menzogna è vista come meccanismo per affrontare la realtà. Il bugiardo patologico è in genere manipolativo, autocentrato e ben poco empatico rispetto alla dimensione psicologica delle altre persone.

La persona che mente ha interiorizzato da così tanto tempo il meccanismo della menzogna che riesce a conviverci in modo egosintonico e difficilmente percepisce il suo modo di fare come patologico.

Pubblicato in politica locale | Lascia un commento

Ottima iniziativa dei Consiglieri Cuzzumbo e Triscari (opposizione????) per un problema che si ripropone da tanto tempo…

Bronte: “impossibile l’ufficio postale senza servizi igienici”

CRONACA 17/03/2014

“Scusi, è possibile andare in bagno?”. “Purtroppo no. I servizi igienici non sono destinati alla clientela”.

A chiedere è un ipotetico utente dell’Ufficio postale di Bronte, mentre a rispondere un rammaricato dipendente dello stesso Ufficio, costretto a ricordare che negli uffici non è possibile accedere per motivi di sicurezza e che nell’affollata sala d’attesa degli utenti non ci sono servizi igienici.

Un problema che non è da poco, se pensiamo che ogni giorno l’ufficio postale è invaso da anziani, magari incontinenti, donne in gravidanza o disabili costretti ad attendere a lungo in fila per effettuare una semplice operazione, come il ritiro della pensione, di una raccomandata o il pagamento di un semplice bollettino.

Così i consiglieri comunali Vittorio Triscari e Thomas Cuzzumbo hanno deciso di sollevare il problema, scrivendo una lettera al direttore dell’Ufficio postale: “Avendo ricevuto numerose segnalazioni – si legge nella missiva – chiediamo al responsabile dell’ufficio che vengano realizzati i servizi igienici pubblici, al fine di soddisfare le esigenze degli utenti”.

Ed il direttore ha ricevuto i 2 consiglieri raccogliendo la loro istanza. “Il colloquio con il direttore è stato proficuo – ci dicono Triscari e Cuzzumbo – perché ci ha assicurato che girerà la nostra segnalazione agli organi superiori. Noi riteniamo che gli spazi per realizzare un servizio nell’area dell’ufficio postale ci siano. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, riconoscendo che questo sia un servizio indispensabile per i tantissimi utenti anziani e non che ogni girono affollano l’ufficio”. (foto archivio)

Pubblicato in articoli | Lascia un commento