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NUNZIO SAITTA di Bronte

IL VERO SAPIENTE E' QUELLO CHE SA DI NON SAPERE

rinvio termine per approvazione bilanci 

Comunicato ufficiale: Deliberato da Conferenza Stato-Citta’ presieduta da Alfano (ANSA) – ROMA, 30 LUG – Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha presieduto, oggi al Viminale, la Conferenza Stato-Citta’, alla quale hanno partecipato anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, il sottosegretario all’Economia e alle Finanze, Pier Paolo Baretta, il sottosegretario all’Interno, Gianpiero Bocci, il capo di gabinetto del ministro, Luciana Lamorgese, e i rappresentanti dell’Anci e Upi. Tra le questioni deliberate, informa il Viminale, la proroga al 30 settembre, gia’ prevista per le Citta’ Metropolitane e le Province, dei termini per l’approvazione del bilancio di previsione 2015 dei Comuni della Regione Siciliana, cosi’ come richiesto dal presidente Anci Sicilia, Leoluca Orlando, a causa dell’approvazione della legge regionale n.12 del 10 luglio 2015, in materia di armonizzazione dei bilanci.

RIforma della Province; 8 mld di debito siciliano (certificato dalla Corte dei Conti); Dimissioni di Ferrandelli

Finalmente…dopo l’annuncio di quasi tre anni fa, la riforma delle province è legge anche in Sicilia! La riforma “Giletti” (dal nome del conduttore che ospitò il Presidente Crocetta in trasmissione per l’annuncio “farsa” …) non c’è più… ora si potrà procedere ad eleggere (?) gli organi politici! E’ una vera riforma? Ci saranno risparmi? Non ne sono convinto…anzi la confusione che ha generato e procurato si è trasformata in una serie di disservizi e inefficenza i cui danni sono stati patiti, come al solito, sulle spalle degli ultimi…(servizi scolastici, strade, manutenzioni etc….) Vedremo…

Intanto, il presidente della sezione riunita della Corte dei Conti, dott. Graffeo, riferisce di un debito di 8 miliardi di euro, che sarà sulle spalle dei siciliani per i prossimi 30 anni!!! Cioè sui miei coetanei, sui nostri figli ed in parte sui nostri nipoti…bella prospettiva! Però la Sicilia non è a rischio default…mah, quasi dovrebbe bastare a consolarci…

L’on. Ferrandelli si dimette da deputato regionale (PD). Detto-fatto. Esempio di coerenza difficile da trovare oggi…oltretutto con dichiarazioni alla stampa anche contro il suo partito. Giovane, coerente e dice quello che pensa…anche se ad elezioni vicine (o quasi…), COMPLIMENTI!

News 

1) Il consigliere comunale Enza Meli non accetta la nomina di Assessore e quindi non entra in Giunta per sua scelta;

2) nominato il consulente a titolo gratuito al Bilancio: è Nunzio Spanò, ex. Consigliere Mpa e quindi ex collega del Sindaco…;

3) l’assessore che verrà nominato al posto di Enza Meli è il primo dei non eletti, Currao Antonio, attuale collaboratore di segreteria dell’on. Raia (si dice che abbia insistito direttamente l’on. per la nomina…)

Auguri ai due per gli incarichi che dovranno svolgere.

Mirabella Imbaccari in default Fallisce il Comune del catanese

MIRABELLA IMBACCARI – Debiti impossibili da coprire. Va in default il Comune di Mirabella Imbaccari, gravato da passività divenute insanabili. La delibera del commissario straordinario in sostituzione del Consiglio comunale, Vincenzo Scarcella, è dello scorso 29 giugno. Tasse al massimo e creditori pagati solo in parte, dunque, oltre l’ineleggibilità di quanti hanno portato i conti dell’ente nel profondo rosso che poi ha portato al dissesto.
Una situazione di cui erano ben consapevoli i consiglieri di opposizione che da tempo segnalavano anomalie contabili nel bilanci comunali e chiedevano quali misure correttive fossero state poste in essere. Anomalie che la Corte dei conti ha riconosciuto e segnalato da tempo e che non avevano convinto neanche il Ministero che, un anno fa, aveva avanzato pesanti dubbi sulla possibilità di risanare i conti.
Ad avere portato il Comune al default, infatti, una serie di cause, di base quelle che hanno spinto molti enti a chiedere l’accesso al cosiddetto piano di riequilibrio, compreso quello di Catania , che hanno spinto prima l’amministrazione di Mirabella a chiedere l’adesione alla procedurt di riequilibrio finanziario e poi, di fronte all’impossibilità di rimanervi fedeli, lo ha dichiarato decaduto, deliberando così il dissesto.

Il giallo dell’intercettazione.   il Procuratore Lo Voi:”Agli atti d’ufficio non risulta nessuna telefonata dal tenore di quella pubblicata dalla stampa tra Crocetta e ed il dott. Tutino” 

Medico a Crocetta, “Lucia Borsellino va fatta fuori come suo padre”. Intercettazione choc, governatore in lacrime si autosospende: ‘M’hanno ammazzato’

Frase choc di Tutino Crocetta: “Mi autosospendo”

da livesicilia.it

In una intercettazione pubblicata dal settimanale L’Espresso emergono le parole che il chirurgo estetico amico del governatore avrebbe pronunciato riguardo all’allora assessore regionale alla Salute: “Va fermata, fatta fuori. Come suo padre”. In quella telefonata, secondo il periodico, il presidente della Regione “non si indigna” e “non replica” alle frasi del medico. Faraone: “Dimissioni inevitabili”. Cracolici: “Non possiamo andare avanti”. Lumia: “Non escludo nessuna decisione”. Capodicasa: “Parole gravi se confermate”. Musumeci: “Servono commenti?. Il Movimento 5 stelle: “Frasi da stragisti, subito dimissioni”. Lo sdegno di Lucia: “Provo vergogna per loro”.

PALERMO –  “Mi auto-sospendo immediatamente da presidente della Regione”. Così all’ANSA il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, sull’onda delle polemiche per le intercettazione della telefonata col suo medico Matteo Tutino che parlando di Lucia Borsellino dice: ‘Va fermata, va fatta fuori come suo padre”.

“Va fermata, fatta fuori. Come suo padre”. A parlare sarebbe Matteo Tutino, ex primario dell’ospedale Villa Sofia di Palermo, al telefono con il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta. L’intercettazione è stata pubblicata dal settimanale L’Espresso, che oggi ha anticipato i contenuti di un articolo che uscirà nel numero in edicola domani. Crocetta, secondo quanto riporta L’Espresso, “non si indigna” e “non replica” alle parole del suo medico personale, che attacca l’allora assessore regionale alla Salute Lucia Borsellino. Quest’ultima, figlia del magistrato ucciso dalla mafia nella strage di via D’Amelio, pochi giorni fa ha lasciato la guida dell’assessorato alla Salute proprio in seguito allo scandalo che ha coinvolto Tutino, indagato per truffa, peculato, abuso d’ufficio e falso.

“Inevitabili dimissioni Crocetta e nuove elezioni. Quelle parole su Lucia Borsellino una vergogna inaccettabile”. La frase, che apre a un vero e proprio terremoto politico, sono del sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, che ha commentato così, su Twitter, la frase-choc di Tutino. Dello stesso tenore la dichiarazione del capogruppo Pd all’Ars Antonello Cracolici: “Le notizie di stamane ci spingono a prendere atto che, a questo punto, andare avanti è praticamente impossibile. È il momento che, innanzitutto il presidente della Regione, valuti l’opportunità di chiudere la legislatura”. Stessi toni anche da Beppe Lumia, uno dei big sponsor del governo Crocetta: “Sono disgustato della frase di Tutino – dice il senatore -. Sono parole inaudite. Penso anch’io che Tutino vada allontanato da qualunque servizio pubblico. Mi rifiuto di pensare che Crocetta lo abbia sentito e non abbia reagito con tutta la durezza di cui e’ capace. Il fatto, comunque, e’ cosi’ grave che non bisogna escludere nessuna decisione”.

L’inchiesta è la stessa che un anno fa portò alla notifica di un avviso di garanzia non solo per Tutino, ma anche per l’allora commissario straordinario dell’ospedale, Giacomo Sampieri, per il direttore sanitario Maria Concetta Martorana e per Damiano Mazzarese, primario della Rianimazione e per un periodo responsabile delle Chirurgie dell’ospedale palermitano.

“Se confermate, quelle parole ci sembrano di una tale gravità da giustificare decisioni drastiche e dirimenti quali potrebbero essere le dimissioni”, commentano Pippo Zappulla e, Angelo Capodicasa del Pd.

LE PRIME REAZIONI
“Servono commenti?”. E’ la prima reazione all’intercettazione pubblicata da l’Espresso e arriva dal deputato del centrodestra Nello Musumeci. L’ex presidente della Provincia di Catania, sconfitto da Crocetta alle ultime Regionali, si limita a postare il link dell’articolo che riguarda l’intercettazione con il suo laconico “servono commenti?”. Ancora più caustico il presidente della commissione Ambiente dell’Assemblea regionale siciliana, Giampiero Trizzino, che postando la notizia scrive una sola parola carica di ironia: “L’Antimafia”. A stretto giro di posta arriva la nota dei deputati e dei senatori del Movimento 5 stelle: “Crocetta deve dimettersi immediatamente e allontanarsi il più possibile dalla Sicilia, in modo da non poter più arrecare danni all’Isola – dicono – come fa da quasi tre anni a questa parte. E le conversazioni con il medico Matteo Tutino, in cui pare di ascoltare il commando stragista di via D’Amelio, sono la pietra tombale sulla sua esperienza amministrativa”. Secondo i grillini “finalmente è caduto, nel peggiore dei modi, il velo di ipocrisia su cui Crocetta, sedicente crociato dell’antimafia, ha poggiato tutta la sua carriera politica. Ora può fare solo una cosa per ridare un minimo di dignità all’istituzione che rappresenta: dimettersi e prendersi una lunga vacanza, in modo da far dimenticare questo incubo in cui i siciliani si ritrovano da quando è diventato presidente della Regione siciliana” concludono i parlamentari siciliani del M5S.

Clicca qui per leggere tutte le reazioni sul caso Tutino-Crocetta

Tutino-choc, nel Pd si invocano le dimissioni. Lucia Borsellino: “Provo vergogna per loro”

da livesicilia.it

PALERMO – “Non posso che sentirmi intimamente offesa e provare un senso di vergogna per loro”. Così Lucia Borsellino commenta con l’ANSA la frase shock pronunciata, e intercettata, dal medico Matteo Tutino mentre parla al telefono con il governatore della Sicilia Rosario Crocetta: “Va fermata e va fatta fuori come suo padre”. Alla domanda se a questo punto sia cambiato il suo giudizio su Rosario Crocetta, Lucia Borsellino afferma: “Preferisco non dire più nulla, un altro commento è superfluo”.

“Non rinnego nulla, ho fatto quello che potevo in un contesto, evidentemente, poco edificante”, ancora Lucia Borsellino alla domanda se l’inchiesta sul medico personale del governatore Rosario Crocetta e quanto sta emergendo come la frase shock pronunciata dal medico Tutino cancellino il lavoro svolto in tre anni da assessore regionale alla Salute, ruolo da cui si è dimessa proprio dopo l’arresto del chirurgo. “Durante il mio lavoro – aggiunge – ho incontrato tante difficoltà”.

Poste Italiane: Giovani laureati in Economia da non più di due anni

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Porte aperte ai giovani laureati in Economia da non più di due anni, per le sedi di tutta Italia, Sicilia compresa. Contratti a tempo determinato di sei mesi, candidature sul sito delle Poste.
I candidati prescelti saranno inseriti all’interno di una delle sedi presenti sul territorio Nazionale ed avranno il compito di promuovere i prodotti finanziari e assicurativi di Poste Italiane e del Gruppo ai clienti attivi e potenziali.

Requisiti
– Laurea Magistrale in Discipline Economiche (Economia e Commercio, Economia Aziendale, Economia Istituzioni e mercati finanziari, Scienze bancarie ed Assicurative, Economia Intermediari Finanziari, Scienze Statistiche, ecc.)
– Voto di laurea minimo 102/110
– Conseguimento della laurea da non più di 24 mesi
– Buona conoscenza della lingua Inglese
– Ottima conoscenza degli strumenti di Office Automation

Conoscenze professionali- forte motivazione ad intraprendere un percorso professionalizzante nelle aree tematiche sopra indicate
– spiccate doti commerciali
– orientamento al cliente

Si offre, su tutto il territorio nazionale, contratto a tempo determinato della durata di 6 mesi.
Per maggiori informazioni e candidature, visita il sito delle Poste

Viadotto HIMERA

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